Roma di Vittorio Giacopini

MARTEDI 24 OTTOBRE ore 19:30 

presentazione del libro

ROMA (Il Saggiatore)

di Vittorio Giacopini

Sarà presente l’autore insieme a Enrico Terrinoni. 

Colli, fiumi, piazze gremite, chioschi dei giornali. Lezzo di benzina e sudore. È Roma, latrina del mondo, sommersa dai gorgoglii delle fogne, dalle piogge acidule di aprile, dalle minzioni degli accattoni alla stazione. Roma scavata dai cunicoli sotterranei, dove preti e topi scappano o tornano dalle purpuree stanze del trono papale. I centurioni che difendono un Colosseo fatiscente hanno tatuaggi tribali e fumano smorzando le cicche sulla suola dei calzari. Il Tevere rigetta le sue acque bionde sui marciapiedi, e in ogni momento sembra possa sommergere i quartieri nobili della capitale. I turisti invadono le strade con il loro afrore barbaro e si ritraggono in bermuda davanti ai Fori Imperiali. Nei bar si ringhia per il derby tra Roma e Lazio. L’aria sa di birra e pattumiera; tra le erbacce, siringhe e preservativi si sciolgono al sole romano. Per questo Roma è il più spregevole dei paradisi, e stanotte deve sprofondare.
Il piano di Lucio Lunfardi, ex giornalista e ora abominevole sobillatore, è chiaro: non darla alle fiamme come Nerone, non incenerirla per poi vederla rinascere come un’Araba Fenice. Roma va annegata nelle sue stesse acque, fino a farne un acquitrino, una cloaca a cielo aperto, un liquame immortale. È l’unico modo per arrestare uno sfacelo millenario: secoli di storia ammorbati, epoca dopo epoca, stratificazione dopo stratificazione, da nuovi abitanti sempre più volgari e impudenti. È l’unico modo, per Lunfardi, di riscattare decenni di vita da sconfitto, di liberare il rancore accumulato osservando le mille degenerazioni di una città che, dalla Banda della Magliana a Mafia Capitale, lo ha sedotto, disgustato ed escluso. Adesso deve scrutare da lontano le architravi dei ponti, le mura, gli acquedotti, e poi farli saltare. Stanotte, dopo interminabili notti, Roma è pronta a morire.
Con Roma Vittorio Giacopini forgia il nuovo mito della città eterna al culmine della sua rovina. Una narrazione epica e visionaria, capace di trattenere nella viscosità di una lingua immaginifica le perversioni e le fantasie di un anarchico che, insieme alla sua banda scapestrata, incarna il sentimento comune dell’Urbe: quello autodistruttivo ma confusionario, rivoluzionario ma ozioso. È la Roma dei sogni impossibili, svaniti per indolenza o realizzati soltanto per caso.

Vittorio Giacopini è nato a Roma. Collabora con Il Sole 24 Ore e Rai Radio 3. Tra i suoi ultimi libri ricordiamo L’arte dell’inganno (Fandango, 2011) e Non ho bisogno di stare tranquillo(elèuthera, 2012). Il Saggiatore ha pubblicato Nello specchio di Cagliostro (2013) e La mappa(2015, finalista al Premio Campiello).

Il cantiere di Bucavilla di Marta Poggi

GIOVEDI 26 OTTOBRE  ore 19:30
presentazione del libro

IL CANTIERE DI BUCAVILLA (Stampa Alternativa)

di Marta Poggi

Reading di Nicola Russo e Laura Mazzi

Clandestini, matti, disgraziati, spacciatori, picchiatori, fasci e compagni, sopravvissuti e mortammazzati: nel quartiere-mondo di Bucavilla – borgata romana immaginaria – sono tutti affollati intorno all’ultimo fattaccio: un morto nel nuovo cantiere, volato in fondo a una buca sovrumana destinata a diventare un parcheggio colossale.
Aurelio, agente scelto della mobile, a Bucavilla è nato, ma se ne è andato da tanti anni, scappato via.
Adesso che, controvoglia, è dovuto tornarvi per sbrogliare l’impiccio del morto nella buca, e di altri fatti e fattacci, solo apparentemente scollegati, dovrà riattraversare tutto e rileggere a fatica la storia del quartiere e la sua, fino ad arrivare a un sotterraneo stracolmo di memorie antiche e recenti. Sprofondato nel caldo feroce dell’estate di Bucavilla, perderà tutto, perfino il suo nome, prima di comprendere la verità.

Marta Poggi è nata a Roma nel 1975. Ha pubblicato diversi graphic novel in collaborazione con Riccardo Falcinelli: Cardia Ferrania (minimumfax, 2001), L’allegra fattoria (minimum fax, 2007) Grafogrifo (Einaudi Stile Libero, 2004), nonché il racconto grafico Il maiale presentato nell’antologia La qualità dell’aria (minimum fax 2004, 2015). 

Opendoor di IOSI HAVILIO

MERCOLEDI 25 OTTOBRE ore 21:00 

Aperitivo letterario – Incontro con lo scrittore argentino IOSI HAVILIO

autore di OPENDOOR (Caravan Edizioni)

Saranno presenti anche Vincenzo Barca, traduttore del libro e Cecilia Raneri, redattrice di Grafias.
Le letture saranno a cura di 
Elisa Menchicchi.

Per predisporre gli animi alla giusta convivialità, con l’acquisto del libro è compresa una consumazione. 

Open Door è un paese campestre alle porte di Buenos Aires che prende il nome da una comunità psichiatrica, fondata lì nel 1908, dove i pazienti vivono senza restrizioni. A Open Door si ritrova la protagonista, una giovane donna di cui non si rivela mai il nome, portata da un destino che sembra aver perso la strada. La sua compagna è sparita, sfumata nell’aria all’improvviso nel quartiere porteño La Boca. E l’incapacità di dare un senso a questa scomparsa la spinge via da Buenos Aires.  Nel paesino la pace diventa noia, le persone con cui la donna stringe legami d’emergenza sono animali sofferenti almeno quanto lei. Così si ritrova presa fra una storia rimediata per lenire la solitudine con un uomo più solo di lei e l’amore per una ragazzina ribelle che la fa perdere ancora di più. Tutto è sospeso dietro una linea d’ombra, ma Opendoor travolge e il vuoto che si respira entra in contatto con le passioni più forti, con qualcosa di primitivo e straripante. L’opera prima di Iosi Havilio, giovane scrittore argentino, racconta una storia messa sotto vuoto, distilla il disagio e lo smarrimento, compone nella vastità degli spazi della periferia argentina una malinconica ballata di sentimento e abbandono.

Iosi Havilio nasce a Buenos Aires nel ’74. Con Opendoor, suo romanzo d’esordio pubblicato dalla piccola Editorial Entropía, si guadagna il favore della critica spagnola e latinoamericana (Beatriz Sarlo, Rodolfo Fogwill, Martin Schifino). Nel 2010 pubblica con Random House Mondadori la sua seconda opera, Estocolmo, e attualmente sta lavorando al suo terzo romanzo, legato a Opendoor, Paraísos. In Argentina è ormai un autore di culto e grazie allo stile insolito, alla prosa semplice ma calibrata e concreta è considerato una tra le voci più talentuose nel panorama letterario sudamericano. Questa è la sua prima traduzione italiana, uscita in contemporanea con la traduzione inglese per i tipi di And Other Stories.

Il colore della memoria di Geoff Dyer

MERCOLEDI 22 NOVEMBRE 

IL COLORE DELLA MEMORIA
(Il Saggiatore)

di GEOFF DYER

DALLE 21.30 GEOFF DYER
SARA’ CON NOI PER UN APERITIVO CON I LETTORI

Con la dolcezza spietata delle cose perdute, Geoff Dyer rilegge il suo primo romanzo in seconda edizione, Il colore della memoria, che il Saggiatore offre per la prima volta al lettore italiano. A distanza di un ventennio quel colore non sembra sbiadire: restano il bagliore della lampada rimasta accesa; l’azzurro vuoto del ricordo; in un angolo, un vestito che «con minuscole gocce bianche come tante stelline» conserva il blu di quel cielo buio di tanti anni fa. La pioggia di Londra è diversa da quella delle altre città. È una pioggia grigia, è una pioggia corrosiva. La pioggia di Londra preme incessantemente sull’asfalto fino a perforarlo. È agosto, ma piove ininterrottamente. La pioggia annacqua i pomeriggi d’estate fino a farli marcire. Nei ghetti di Brixton l’odio segregazionista riversa per le strade il sangue degli scontri razziali. Sul piccolo schermo la società applaude la vittoria del bianco capitalismo edonistico. In attesa del sussidio di disoccupazione, Freddie, Carlton e Steranko se ne stanno in disparte con Foomie, Monica e Fran, a fumare erba e ubriacarsi di birra, arte, poesia e musica jazz, brindando al coraggio della rassegnazione e alla hybris della sconfitta. Sospesa sull’abisso degli anni ottanta, la vita dei ragazzi di Brixton somiglia a quella degli abitanti di Ottavia, la città-ragnatela, la città «meno incerta» fra quelle invisibili di Calvino. Dyer tesse la rapsodia della loro generazione, estinta nelle note be-bop di Coltrane e fra le pagine di Roland Barthes, perdente dalla nascita per sentenza storica. All’evasione dei beat fa ora da controcanto il microcosmo narrativo di un’epoca in impasse, in cui il lirico vagabondaggio di Kerouac si frantuma nella composizione episodica dell’immagine bohémien e il vertiginoso miasma dell’allucinazione onirica si staglia sulla carta come un album di istantanee.

Geoff Dyer è nato a Cheltenham nel 1958 e vive a Los Angeles. È considerato uno dei più importanti scrittori inglesi contemporanei. Le sue opere di narrativa e saggistica sono state tradotte in ventiquattro lingue. Il Saggiatore ha pubblicato Sabbie bianche (2016)

Tavole Smeraldina di Claudio Romo

DOMENICA 29 OTTOBRE ore 19:00 

presentazione dell’albo illustrato

TAVOLA SMERALDINA
frammenti delle relazioni del GOLEM TADDEO (logos edizioni)

di CLAUDIO ROMO

PRESENTAZIONE (e dediche)
in compagnia di Ivan Cenzi di Bizzarro Bazar
+ MOSTRA / VENDITA DI STAMPE IN EDIZIONE LIMITATA

Come dicono coloro che ricordano.
Come dicono coloro che raccontano.
Nella notte dei tempi, fra le tenebre dell’oblio…

Dopo le devastanti guerre contro le macchine, l’umanità stremata concepì il progetto della Tavola Smeraldina per ritrovare la sua posizione centrale nel cosmo e giungere a decifrare la trama del Tutto. Proprio a questo scopo fu creata la stirpe dei golem, umanoidi immortali plasmati con l’argilla che da tempo immemorabile perlustrano e documentano l’universo, dando forma con la loro conoscenza al testo della tavola. Tra i più illustri esponenti della sua razza, Taddeo il Guercio ci ha lasciato un ricco corpus di testimonianze delle sue peregrinazioni nelle immense vastità punteggiate di stelle, di cui questo volume propone una selezione corredata di analisi filologiche e commenti esplicativi. Attraverso gli occhi e le orecchie del golem, anche noi possiamo quindi viaggiare tra nebulose che celano condotti spazio-temporali, lune che generano e poi ingurgitano creature straordinarie, pianeti dove sgorga il soma che allunga la vita e resti di un fallito progetto di inseminazione panspermica. Intraprenderemo così un percorso di iniziazione ai misteri arcani dell’universo, inseguendo la nostra fascinazione per l’ignoto e la volontà di diventare Uno con il Tutto, ben consapevoli che la nostra massima realizzazione segnerà anche la nostra fine.

Dopo averci condotto alla scoperta del fantasmagorico giardino di Apparitio Albinus e dell’isola Speculare, Claudio Romo attinge alla tradizione alchemica, filosofica e spirituale – oltre che ai grandi romanzi e fumetti del genere fantascientifico – per accompagnarci in un’odissea intergalattica fino agli estremi confini del cosmo, stimolando ancora una volta la nostra sete di comprensione della Natura e il nostro stupore nei confronti dei suoi prodigi.

Claudio Andrés Salvador Francisco Romo Torres (Claudio Romo) è illustratore e scrittore nato nella città portuale di Talcahuano, Cile, nel 1968. Ha studiato Arti Plastiche presso l’Universidad de Concepción e ha conseguito il Master in Arti Visive con specializzazione in Grafica presso l’Academia de San Carlos, Escuela Nacional de Artes Plásticas, UNAM México. Oggi è professore di grafica e disegno presso l’Universidad de Concepción, Cile.
Con #logosedizioni ha pubblicato: Viaggio nel fantasmagorico giardino di Apparitio Albinus (disponibile anche in inglese), Nueva Carne, Il libro della Flora imprudente (disponibile anche in inglese e in spagnolo) e Tavola smeraldina (disponibile anche in spagnolo).

Teatri di Vetro

MERCOLEDI 25 OTTOBRE ore 19:00  

BIANCOFANGO
Aspettando # IO NON HO MANI CHE MI ACCAREZZINO IL VISO #

PRIMO RITRATTO: Aida Talliente | Santa Giovanna dei Macelli di Brecht 
SECONDO RITRATTO: Andrea Trapani | Woyzeck di Büchner
di Biancofango

drammaturgia Francesca Macrì e Andrea Trapani
regia Francesca Macrì
con Aida Talliente e Andrea Trapani

Aspettando l’anteprima a Romaeuropa Festival e il debutto a Milano al teatro dell’Elfo, Biancofango Compagnia presenta a #TDV11, attraverso una performance all’interno delle due librerie Tuba Bazar e Giufà Libreria Caffe’, gli attori e un ritratto del personaggio su cui, in questo nuovo progetto, hanno scelto di lavorare. Io non ho mani che mi accarezzino il viso, titolo che rubiamo con amore a una poesia di David Maria Turoldo e a una sequenza di fotografie di Mario Giacomelli, nasce infatti da una domanda posta ai due attori, Aida Talliente e Andrea Trapani: qual è il personaggio della letteratura teatrale la cui fragilità sembra riguardarti? Dalle rispettive risposte, Santa Giovanna dei Macelli di Brecht e Woyzeck di Büchner, è iniziato un viaggio dentro e nei dintorni della fragilità. La fragilità di chi ha vissuto solo tra le pagine di un libro e quella di chi, sulle assi del palcoscenico, ci mette la faccia. Dal personaggio, al ruolo, all’attore, alla persona. Lo scivolamento è inevitabile. Lo scambio è continuo. E non si sa dove finisca il teatro e dove inizi la vita.

La balena di Piazza Savoia di Leopoldo Santovincenzo

MERCOLEDI 8 NOVEMBRE ore 19:30 

Presentazione del libro

LA BALENA DI PIAZZA SAVOIA
L’immaginario che avevamo in dote
(Exorma edizioni)

di LEOPOLDO SANTOVINCENZO

Con l’autore interviene Marco Giusti, critico cinematografico, saggista, autore televisivo e regista italiano. 

Primi anni ’70: un bambino vede una balena in una piazza al centro di Campobasso. Questa misteriosa apparizione è il punto di partenza: l’incontro è davvero avvenuto o si trattava solo di una fantasia infantile? Nessun altro degli amichetti di allora sembra ricordare il passaggio di quella balena sotto formalina, trasportata da un camion ed esibita a pagamento come in una fiera ottocentesca.

Intanto, mentre la balena dorme per molti anni sepolta nel suo inconscio, quel bambino ha scoperto la passione per il cinema e, senza sapere il perché, ha cominciato a seminare tracce nel tempo annotando su decine di agende i titoli dei film visti al cinema, archiviati all’indomani della grande crisi che trasformerà per sempre lo spettacolo cinematografico in qualcosa di irrimediabilmente diverso.

Leopoldo Santovincenzo (Campobasso, 1964). In Rai dai primi anni ’90, lavora dal 2008 alla programmazione del canale Rai 4.

Autore e regista di numerose produzioni televisive, ha pubblicato saggi nei volumi Storie del Cinema Italiano (Silvana Editoriale), Riscritture. La traduzione nelle arti e nelle lettere (Bruno Mondadori), Dario Argento. Rosso come il sangue rosso come la passione (Roma Film Festival). Ha collaborato al Dizionario critico dei film (Enciclopedia Treccani/Cineteca di Bologna). Del 2016 è il saggio Fantasceneggiati. Sci-fi e giallo magico nelle produzioni RAI (1954-1987) scritto con C. Modesti Pauer e la collaborazione di M. Rossi.
È stato docente di Cinema, Fotografia e Televisione presso l’Università del Molise.

Sacrificio di Andrea Carraro

LUNEDI 20 NOVEMBRE ore 19:30 

Presentazione del libro

SACRIFICIO
(Castelvecchi Editore)

di ANDREA CARRARO

Insieme all’autore intervengono:
Andrea CATERINI • Andrea DI CONSOLI • Filippo LA PORTA • Fabrizio OTTAVIANI
Letture dal romanzo a cura di Giuliana VITALI

Carolina, una ragazza nel tunnel della droga, e Giorgio, suo padre, editor di una piccola casa editrice romana. Un centro di recupero dal quale la figlia è uscita senza una vera guarigione. La vita che ricomincia come prima, attirata a ogni passo nei vicoli della dipendenza, verso un destino cui niente e nessuno sembra potersi opporre. Solo, impotente, smarrito, Giorgio tenta ogni strada per salvare sua figlia, e in ogni strada, dissestata, sconnessa da una crescente follia, la sua solitudine si fa più profonda, il suo smarrimento più vasto, la sua impotenza più fatale. Cerca rifugio nella fede, e una via di salvezza comincia ad affacciarsi, un’idea di fede oscura, un patto col diavolo…

Andrea Carraro, scrittore romano, collabora con «Il Messaggero» e con le riviste letterarie «Nuovi Argomenti», «Lo straniero», «Reset». Ha pubblicato diversi romanzi, fra cui A denti stretti (1990), Il branco (1994), diventato un film di Marco Risi (sceneggiato a quattro mani dall’autore e dal regista), Non c’è più tempo (2002 – Premio Mondello) e Il sorcio (2007).

Brilliant Orange di David Winner

LUNEDI 13 NOVEMBRE ore 19:30 

Presentazione del libro

BRILLIANT ORANGE
Il genio nevrotico del calcio olandese
(Minimum Fax)

di DAVID WINNER

Con l’autore interviene Daniele Manusia

Di Brilliant Orange Simon Kuper ha scritto che «usa il calcio per comprendere una nazione». Ma questa lode meritata deve anche essere capovolta: David Winner usa la cultura, la storia, l’arte e il paesaggio dell’Olanda per comprendere il totaalvoetbal.
Brilliant Orange è così un vero e proprio libro totale sul calcio olandese e sulla sua enorme influenza, da Amsterdam a Barcellona e oltre, da Rinus Michels a Van Basten, da Rijkaard a Guardiola. Winner racconta come un piccolo paese abbia avviato la rivoluzione del football moderno e in Johan Cruijff abbia trovato il massimo esponente di quella genialità nevrotica, il giocatore e poi l’allenatore simbolo. Cruijff è il giovane che non rispetta le regole e sul campo di calcio fa quello che i giovani Provos facevano per le strade nell’Olanda degli anni Sessanta. Ma l’autore ci mostra che il ribelle e i suoi compagni tanto si opponevano quanto continuavano, innovandola, la tradizione.
Perché quella modernissima concezione del calcio fondata sullo sfruttamento e il controllo dello spazio di gioco proseguiva, in nuovi modi, la secolare battaglia degli olandesi per stappare terre al mare, e la geometrica perfezione dei quadri di Mondrian ritornava, in diversa forma, nei «Tulipani» su un prato erboso.

David Winner è uno scrittore e giornalista inglese, autore anche di Those Feet: A Sensual History of English Football (2005) e Al Dente: Madness, Beauty and the Food of Rome (2012). Dalle sue interviste col giocatore è tratta l’autobiografia di Dennis Bergkamp, Stillness and Speed: My Story (2013).

La notte dei cattivi ragazzi di Massimo Cacciapuoti

GIOVEDI 16 NOVEMBRE ore 19:30 

Presentazione del libro

LA NOTTE DEI RAGAZZI CATTIVI 
(Minimum Fax)

di MASSIMO CACCIAPUOTI

Con l’autore interviene Diego De Silva

Giulia, maestra di sostegno nella scuola elementare di Guggiano, si è molto affezionata a Fabio, un ragazzino con gravi problemi di integrazione, che in classe viene spesso preso di mira dal bullo Ascanio Lombardi – detto il Maiale – invidioso della sua timida amicizia con la compagna Valeria. Fabio vive con la sorella Valentina, la giovane madre gravemente malata e il padre Giuseppe, un uomo violento che ama i propri figli ma non riesce a essere un genitore affidabile. Fabio non lo sa, ma i destini di suo padre e di Giulia si erano già incrociati quindici anni prima, quando avevano attraversato insieme una notte terribile, iniziata con uno scherzo spietato… Dopo molti anni Giulia è tornata a Guggiano per riprendersi la sua vita e non dover più fuggire dai fantasmi del passato, mentre il piccolo Fabio vorrebbe scappare via da tutto.
La notte dei ragazzi cattivi è una storia dura ed emozionante con cui Massimo Cacciapuoti, attraverso un’acuta sensibilità e un’abile trama, esplora senza timore i luoghi più oscuri dell’infanzia e dell’adolescenza.

Massimo Cacciapuoti è nato e vive a Giugliano, in provincia di Napoli. Ha esordito col romanzo Pater familias, poi divenuto un film. È autore anche dei romanzi L’ubbidienza, L’abito da sposa, Esco presto la mattina, Non molto lontano da qui e del best-seller Noi due oltre le nuvole.