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MARTEDì 10 MAGGIO
ore 19,30
presentazione di
SULL’ORLO DELLE COSE
di Livia Claudia Bazu
E LIBRI MIGRANTI di Melita Richter
(Cosmo Jannone)

Assieme alle autrici interverranno
Maria Cristina Mauceri
Christiana De Caldas Brito
Helene Paraskeva
Sarah Zuhra Lukanic

Sull’orlo delle cose
“Niente mi appartiene del tutto e a tutto sento di appartenere, dalla tundra ai tropici, dalla delicatezza del ricamo alla crudeltà dello stupro, a mille mestieri e modi di vivere, dalla devozione alle piccole cose di chi è capace di custodire per un secolo il ricordo di un fiore alla disinvoltura di vivere solo intenso presente. Vorrei non escludere nulla, e so che non si può, perché in tutto e in tutti c’è un’eco di me e viceversa, ma mai tutto, e posso sempre dire e sentire solo una parte, e solo una cosa per volta. Cerco allora sempre di unire ciò che è separato, lontano. Così mi vien da scrivere, per mettere insieme cose e persone e luoghi, sentirle e farle sentire parte l’una dell’altra, aspetti l’una dell’altra, stagioni, momenti, incidenti, continuazioni l’una dell’altra.”
Livia Claudia Bazu Nata nel 1978 a Bucarest, laureata in Letteratura comparata, con la tesi Toni Morrison and Nadine Gordimer: writing on the colour line. Nel 2005 nasce suo figlio Leonardo. Nel 2008 consegue il Dottorato di ricerca in linguistica con la tesi Significare altrove: contaminazione e creatività nelle realtà interculturali italiane. Scrive poesia e racconti sulle riviste El Ghibli, Kumà, Sagarana e in antologie quali Impronte (Besa, 2003), Babel Hotel (Infinito Ed., 2012), Animali diversi (Nomos Ed. 2011), Tu sei il mio volto (Ensemble Ed., 2013). Conduce laboratori di scrittura creativa plurilingue e laboratori di educazione al plurilinguismo. Fa parte della Compagnia Internazionale delle Poete fondata da Mia Lecomte.

Libri migranti Trentanove voci narranti, altrettanti universi di contatto con i libri e la lettura nel particolarissimo contesto della migrazione. Libri in fuga, che accompagnano gli uomini e le donne in fuga, anche quando ad essa non sono obbligati. Bagagli di memorie letterarie che attraversano i confini e le barriere, che accompagnano e nutrono gli attori dei ‘dislocamenti spaziali e culturali’ divenuti la cifra distintiva di questo tempo globalizzato. Un libro in migrazione rincuora, rafforza, prolunga il legame ombelicale con quello spazio intimo che si continua a chiamare casa, lega persone e momenti precisi della vita, compatta il proprio personale universo. Quanti libri trovano spazio nelle nostre valige, quanto dei libri permane e quanto valore perdono o acquisiscono le letture in chi vive attraversando i mondi sono i temi appassionanti di questa straordinaria raccolta di racconti.
Melita Richter Nata a Zagabria, vive a Trieste. Sociologa, saggista, docente presso l’Università di Trieste. Curatrice del libro L’Altra Serbia, gli intellettuali e la guerra, Selene Edizioni, 1996. Assieme a Maria Bacchi, ha curato il libro Le guerre cominciano a primavera – soggetti e identità nel conflitto jugoslavo, Rubbettino, 2003. Curatrice del libro Percorsi interculturali Esperienze di mediazione culturale a Trieste, Interethnos, Trieste, 2006. Assieme a Silvia Caporale Bizzini cura il libro Teaching Subjectivity. Travelling Selves for Feminist Pedagogy, book series ATHENA, Stockholm University, 2009, e la sua edizione italiana, Soggetti itineranti Donne alla ricerca di sé, Albo Versorio, Milano, 2013. Collabora a riviste nazionali e internazionali sui temi dell’interculturalità, integrazione europea e questioni balcaniche. Ha promosso le antologie dei testi di autori migranti a Trieste diventata collana editoriale del CACIT. È socia della SIL -Società italiana delle letterate. Scrive poesia e fa parte della Compagnia delle poete, Roma

Orario

Dal lunedi al sabato:
9.30 – 19.30
Domenica:
15.30 – 19.30

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