Via Degli Aurunci n.38 Roma
Orario estivo:
Dal Lunedì al Giovedi 10:00-00:00
Dal Venerdi al Sabato 10:00-01:00
Domenica: Chiuso
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LUNEDI 19 NOVEMBRE ore 19:30 
presentazione del libro

FALSO NATALE
Bufale, storie e leggende della festa più importante dell'anno.


di Errico Buonanno
(UTET) 

 con l'autore intervengono 
Paolo Di Paolo e Chiara Gamberale

Bufale, storie e leggende della festa più importante dell’anno.
Ogni anno, il 25 dicembre, ci scambiamo doni sotto il tradizionale albero: imitiamo così i tre re magi che 2018 anni fa, guidati da una stella cometa fino a Betlemme, festeggiarono la nascita di Gesù nel gelo di una grotta appena riscaldata dal fiato di un bue e di un asino.

E se vi dicessimo che ci sono almeno sette fake news nella frase precedente? Che nei Vangeli non si parla di dicembre, non c’è nessuna grotta, né tantomeno buoi o asini, che i magi non erano tre e non erano re, che la stella non era cometa?

Falso Natale affronta uno dopo l’altro gli elementi della tradizione natalizia e ne ricostruisce l’avventurosa e curiosissima storia: scopriamo per esempio che la data del 25 dicembre è stata scelta (puro marketing evangelico) perché coincideva con la festa pagana dedicata al Sole; che l’albero si è diffuso in tutta Europa come moda aristocratica, introdotta in Italia da Margherita di Savoia e in Inghilterra dalla regina Vittoria; che il bue e l’asinello sono il frutto di un errore di traduzione dall’ebraico al greco; che dietro la Befana bitorzoluta si nasconde addirittura la fulgida dea Diana; che Babbo Natale magari non è stato inventato dalla Coca-Cola, ma reinventato sì; che la festa come la conosciamo oggi non risale oltre il Canto di Natale di Dickens e la Rivoluzione industriale, in un tripudio di cartoline e pacchetti argentati.

Insomma il Natale è una sciocchezza, una favoletta per sciocchi, una festa consumistica senza senso? Tutt’altro. Ma attraverso le mille storie contenute in questo piccolo libro colto, tanto ironico quanto rispettoso, Errico Buonanno ci spiega che ogni tradizione culturale o religiosa non nasce mai dal nulla, né rimane incorrotta e intatta per sempre, ma si sedimenta e modifica nei decenni e nei secoli, grazie a continue rielaborazioni, riscritture, contaminazioni e pure casualità.

D’altra parte se anche Babbo Natale non esiste, non significa che dobbiamo smettere di crederci.

 

Errico Buonanno è nato a Roma nel 1979. Scrittore, traduttore, autore radiofonico e televisivo, collabora con diverse testate. Per il “Corriere della Sera” ha realizzato la webserie I ragazzi degli anni ’90. Tra i suoi libri: Piccola Serenata Notturna (Marsilio 2003, Premio Calvino), Sarà vero. La menzogna al potere. Fatti, sospetti e bufale che hanno fatto la Storia (Einaudi 2009), Lotta di classe al terzo piano (Rizzoli 2014), Vite straordinarie di uomini volanti (Sellerio 2018) e, con Luca Mastrantonio, Notti magiche. Atlante sentimentale degli anni novanta (Utet 2017).

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MERCOLEDI 21 NOVEMBRE ore 19:30
presentazione del libro

UN MARITO
di Michele Vaccari 
(Rizzoli)


Con l'autore interviene 
Luciano Funetta

«La luce dell’insegna è la conferma che
Patrizia e 
Ferdinando non sono solo passato.
La luce 
dell’insegna è la loro vita che continua»

 

Patrizia e Ferdinando sono sposati da più di vent’anni e nella loro vita tutto si ripete uguale. Insieme gestiscono una rosticceria a Marassi, in quella periferia genovese dove il mare s’intravede da lontano e la luce, per sopravvivere, è costretta a farsi strada tra muraglie di cemento. Nel negozio, la routine è consolidata: lui sorride ai clienti, lei si divide tra cucina e cassa; le ricette sono quelle della tradizione ligure, intoccabili; gli orari d’apertura fissi, impensabile concedersi ferie. È Ferdinando a sconvolgere i piani con una proposta: presto compirà cinquant’anni e ha voglia di fare “qualcosa di pazzo”. Una vacanza, la prima e l’unica, tre giorni a Milano per concedersi un po’ di svago. Ma quando arrivano in piazza Duomo, con la cartina in tasca e gli occhi rivolti alle guglie bianche, una bomba esplode sotto la cattedrale: un attentato, che si lascia dietro una scia di fumo, paura e caos. Quel giorno diverso segna l’inizio di un cambiamento inevitabile. Per tutti, Patrizia è una delle tante vittime della Tragedia. Per Ferdinando no: adesso non ha più nulla da temere, perché i suoi incubi si sono trasformati in realtà.Un marito è un romanzo provocatorio e originale, la storia di un amore ostinato che difende anche ciò che la realtà, nella sua follia, vorrebbe distruggere. Rivelando angosce e inquietudini che appartengono a tutti noi, Michele Vaccari ci racconta cosa succede quando la paura di cambiare si scontra con il bisogno di andare avanti.

Michele Vaccari scrive un romanzo dove l’amore non si arrende al tempo, all’ordinario e alla separazione; un amore radicale che sopravvive, magico, nonostante la ferocia della realtà, e grazie a due personaggi che, pagina dopo pagina, si rivelano un misto di lotta e innocenza, di ostinazione e inaspettato candore.

Michele Vaccari: (Genova, 1980) si occupa di editoria e comunicazione. È stato direttore editoriale di Transeuropa Edizioni e collabora con agenzie letterarie e case editrici. Dirige la collana Altrove (Chiarelettere). Ha pubblicato Italian Fiction (2007), Giovani nazisti e disoccupati (2010), L'onnipotente (2011) e Il tuo nemico (2017).

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MARTEDI 4 DICEMBRE ore 21:00 

Produzioni Nostrane - Ultras Teatro presenta

OTELLO NON SI SA CHE FA 
spettacolo teatrale senza memoria

adattamento & regia Giovan Bartolo Botta

con Claudia Salvatore e Giovan Bartolo Botta

Non si sa che fa l'amore quando arriva. Non si sa che fa l'amore quando se ne va. Nella Venezia di Shakespeare si ama parecchio. Piuttosto spesso. Le giornate sono oberate dai doveri di guerra. Ma avanza tempo per riflettere sull'amore. Meglio ancora per viverlo a fondo. Passarci attraverso. Farcisi divorare. Senza giudizio. Otello ama. Desdemona ama. Iago ama. Cassio ama. Tutti amano qualcosa o meglio ancora qualcuno. C'è del sommerso pronto ad esplodere. Se lo si trattiene si rischia il disagio psicosomatico. Se lo si lascia andare a briglia sciolta ci si butta tra le braccia dell'ignoto. Il terreno sotto i piedi sparisce. Il pensiero, l'azione cercano conforto nel cuore altrui. E forse fa bene benissimo e forse fa male malissimo. Perché non si sa l'amore che fa quando arriva, non si sa l'amore che fa quando se ne va.

Lo spettacolo “Otello non si sa che fa” è uno studio sull'amore senza giudizio. Quasi non riflettuto. Ma vissuto unicamente attraverso il “conflitto di scena”, moto trainante dello spettacolo. Gli attori/persone/personaggi evocano immagini attraverso i loro dialoghi. Tutto avviene in quel preciso istante. In quel luogo, a quell'ora. Tutto al presente.Tutto nel presente. Ora. La messa in scena è inoltre uno studio sul teatro dell'ascolto che si dà la possibilità di essere diverso ogni sera. Fanno tutto gli attori. Il lavoro sporco come quello pulito. Non ci sono scappatoie o vie di fuga. Conta solo portare a casa la serata.

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Produzioni Nostrane-ULTRAS TEATRO è un progetto teatrale che mette in scena i testi classici adattandoli ad un linguaggio contemporaneo. I testi diventano così originali, completamente rimaneggiati. Lasciando del pulviscolo classico unicamente l’odore. L’idea primordiale. Il linguaggio classico ci interessa particolarmente poiché parla per archetipi. Una caratteristica che solletica l’eternità. Come? Togliendo alla messa in scena costumi storici intrisi di polvere, catartici giochi di luci, musiche da ambientazione e trombonismi vocali, tornando così all’urgenza, all’essenziale. Al puro lavoro sull’attore. All’interazione sul palcoscenico tra elementi vivi. Che non hanno appigli. Che possono contare solo su loro stessi. Come nella vita.


progetto grafico: Spina di Leonardo Spina
costumi: SerigraFata di Francesca Renda
progetto scenografico: Fabio Liparulo Spazio 47
striscione Ultras Teatro: Fuori Registro Grafica &Serigrafia
produzione: Sylvia Klemen Kolarič
ufficio stampa: Simona Pandolfi

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VENERDI 7 DICEMBRE ore 21:00 

Paolo Nori presenta

QUALCOSA n.3
Organo ufficioso dei sapodisti 
(Sempremai) 

Quelli che, non avevano tempo,
ma se avessero avuto tempo avrebbero scritto delle cose bellissime

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QUALCOSA n.3 - Diretto da Paolo Nori

«La letteratura (mi spingo a dire, l’arte) sapodista si deve intuire che ha delle grandi potenzialità, che però uno delle volte le deve costringere in dei tempi contro natura, come per esempio scrivere un romanzo dieci minuti al giorno dalle otto meno cinque alle otto e cinque tutte le mattine in ufficio prima di cominciare a lavorare: come vuoi che venga un romanzo, viene per forza un romanzo sapodista».

Qualcosa n. 3 è il frutto del lavoro di una cinquantina di persone che, dal 2015 al 2018, si sono incontrate, a Bologna, per provare a fare un libro insieme. All’inizio avevano pensato di intitolarlo Niente perché gli piaceva poter rispondere, a chi chiedeva: «Dove state andando?», «A far Niente». Poi, fare Niente si è rivelato un compito al di sopra delle loro forze e si sono trovati, qualche mese dopo, a immaginare un altro libro, che adesso, è incredibile, sta per uscire, si chiama Qualcosa.

Qualcosa n. 3 è un book-magazine che raccoglie i racconti, le digressioni e i calembour di 21 autori, alcuni più noti, come Daniele BenatiAndrea Moro, il cantautore Dente, il politico e critico musicale Luigi Manconi, e altri meno noti, ma che ugualmente si riconoscono nella scuola dei sapodisti (parola emiliana che significa «se potessi»), la scuola di quegli artisti, scrittori e poeti che, se potessero, se avessero tempo, energie e talento, farebbero delle cose bellissime, ma, purtroppo, non possono.