Via Degli Aurunci n.38 Roma
Lunedì-Giovedì 10,00-24:00
Venerdì-Sabato 10:00-01:00
Domenica 15:00-23:00
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MARTEDI 11 APRILE ore 19.00

Presentazione del libro

KRAZY KAHLO
001 EDIZIONI

Incontro con: Marco Corona (autore), Gofferdo Fofi e Alessio Trabacchini

La pittura, la politica, la tormentata relazione con Diego Rivera e la lotta quotidiana contro la sofferenza fisica, combattuta con i pennelli e la morfina. Attraverso un disegno crudo e poetico, risultato di una profonda identificazione con la pittrice messicana, Marco Corona dà forma alla vita e ai sogni di Frida Kahlo. Una biografia esatta e surreale e, più ancora, l’evocazione di Frida, del suo amore, del suo dolore e della sua arte.

Marco Corona: nato a Carmagnola (TO) nel 1967, è autore di fumetti e illustratore tra i più amati e influenti della scena italiana. Fa parte dell’antologia Comix 2000 della celebre casa editrice francese L’Association, ha realizzato copertine di libri (Feltrinelli, Giunti), esposto in diverse gallerie e collaborato con numerose riviste (Blue, ANIMAls, Internazionale). Dopo l’albo Cadavre Exquis (Centro Fumetto Andrea Pazienza) e la prima edizione di Frida Kahlo, una biografia surreale (Stampa Alternativa), nel 1998 ha pubblicato i libri Bestiario Padano, In mezzo, l’Atlantico e Riflessi (tutti per Coconino Press / Fandango), a cui sono seguiti La seconda volta che ho visto Roma (Rizzoli Lizard, 2013) e le illustrazioni del Pinocchio di Carlo Collodi (Rizzoli Lizard, 2015). Il suo ultimo libro è Krazy Kahlo (001 Edizioni, 2016).

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GIOVEDI 30 MARZO ore 19.00

Presentazione del libro

BRIGATE ROSSE.
Dalle fabbriche alla "campagna di primavera" vol. 1
Derive Approdi

Intervengono Paolo Persichetti (autore), Eros Francescangeli, Salvatore Corasaniti

Le Brigate rosse nacquero dentro la crisi della vecchia società fordista. Quella realtà irreggimentata, dove lavoratori e padroni coabitavano a distanza, cominciò a dissolversi nei primi anni Settanta travolgendo vecchie gerarchie e consolidate autorità. Da quella crisi scaturirono nuovi movimenti portatori di inedite forme di protagonismo, di rivendicazioni e di lotte. Furono anni in cui i dimenticati e i dannati trovarono voce. Un vento di libertà s’insinuò nei varchi aperti dalle lotte operaie, proiettando sulla scena nuovi soggetti usciti da una condizione di marginalità civile e politica. Gli umili e gli oppressi trovarono così occasioni di forza, dignità e rispetto. Le strategie di rottura guadagnarono terreno sulle posizioni contestatrici e riformiste. Fallite le esperienze dei gruppi politici extraparlamentari nati nel biennio 1968-69, la lotta armata divenne, a metà degli anni Settanta, un’opzione che conquistò larghi settori di movimento. Le Brigate rosse furono, semplicemente, parte di quel processo.

Paolo Persichetti, condannato a 22 anni per appartenenza alle Brigate rosse trascorre 11 anni in esilio a Parigi. Estradato, sconta la pena fino al 2014. Nel 1999 pubblica Il nemico inconfessabile. Nel 2007 pubblica Esilio e Castigo. Dal 2008 scrive per alcuni quotidiani. Attualmente gestisce il blog «Insorgenze.net» che tratta le questioni storiografiche degli anni Settanta.

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MARTEDI 18 APRILE ore 19.00

PERCHÈ LEGGERE LE FAVOLE
significati nascosti e strumenti di evoluzione

Incontro con Tiziana Franceschini

Conoscere il linguaggio delle favole, la loro struttura e il loro significato psicologico, permette di utilizzarle consapevolmente come strumenti per l’evoluzione interiore. Immersi in un mondo incantato, intraprendiamo un viaggio all’interno di noi stessi, ci confrontiamo con le nostre ombre, ci perdiamo nell’abisso dell’inconscio e combattiamo fino a che un cambiamento interiore non si è compiuto. Le favole esercitano un potere trasformativo: identificandoci con il protagonista possiamo elaborare “per interposta persona” anche quei contenuti psichici con cui la mente consapevole non sa come confrontarsi. L’impatto emotivo che una favola ha su di noi indica che abbiamo scelto la storia che ci è utile in questo momento. Analogamente, possiamo intuire qual è la favola giusta per leggerla a nostro figlio, nutrendo uno spazio di comunicazione profonda in cui crescere insieme. L’incontro si svolge nei confortevoli ambienti della libreria Giufà, dove, tra una favola e l’altra, è possibile bere una tisana, prendere un aperitivo o mangiare qualcosa. Ingresso gratuito.

Tiziana Franceschini: psicologa dell’età evolutiva, psicoterapeuta clinica, si interessa di psicoterapia corporea, danza e arte terapia, ambiti in cui il cambiamento avviene non tanto come un atto di volontà, quanto grazie ad uno spazio simbolico in cui l’inconscio possa manifestare la propria saggezza. Frutto di questa ricerca personale sono i laboratori esperienziali Il corpo in relazione per l’osservazione e la complessificazione degli schemi motori, cognitivi, affettivi e comunicativi. Tra le pubblicazioni più recenti: Il corpo consapevole: danzare il luogo della diversità, T. Franceschini, in “Altri sguardi: modi diversi di narrare le diversità”, a cura di Fabio Bocci, cap. 10, pg. 141-154, Ed. Pensa Multimedia, Lecce, 2013. Tersicore va a scuola: laboratori espressivi di gioco e danza per il sostegno del benessere e la prevenzione del rischio, T. Franceschini e S. Parisi, Edizioni Universitarie Romane, Roma, 2011.

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MERCOLEDI 15 MARZO ore 19.00

LUNEUR
Le mejo luci de Roma

A moderare l'incontro il giornalista Raffaele Rivieccio, alla presenza dell'autrice Eleonora Marino e dell'editrice Michela Pasquali.

l Luneur, il Luna Park permanente di Roma, è stato il primo parco giochi stabile d’Italia, per anni tra i più grandi d’Europa. Dal 1953 al 2008 «le mejo luci de Roma» hanno rischiarato le notti della città eterna, facendo sognare generazioni di persone. Uno spazio del gioco e dell’effimero, circondato dall’edilizia razionalista dell’EUR, che appartiene ormai a una memoria collettiva. In questo saggio una geografia della memoria ci riporta a bordo delle giostre del Luneur, attraverso un doppio sguardo: quello di una bambina delle giostre, erede di quei girovaghi ormai stanziali, e quello del pubblico che affollava i viali del parco.

Eleonora Marino è documentarista e montatrice. Si è laureata al DAMS di Roma con una tesi su Joris Ivens e il documentario militante; ha realizzato lavori per diverse emittenti televisive. Nel suo primo documentario cinematografico – La bella Virginia al bagno (Zen Film 2014) – ha raccontato la storia della sua famiglia, dai baracconi delle fiere di inizio secolo, passando per il circo, fino alle giostre del Luneur.

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MERCOLEDI 19 APRILE ore 19.30

Presentazione del libro

GRANDE ERA ONIRICA

MINIMUM FAX

Con l'autrice Marta Zura-Puntaroni 
intervengono Giordano Meacci e Carola Susani

La vita della giovane Marta è un viaggio impaziente tra i viali di Parigi, le piazze di Siena e i boschi delle Marche. È un viaggio tramato da amori assoluti e assolutamente sbagliati, cosparso di farmaci e rituali per tenere a bada l’ansia, nell’attesa testarda della felicità. Marta sa di aver estratto una buona carta alla ruota dei destini, tutto è stato preparato perché le cose vadano nel verso giusto per lei, ma lo stare bene è la superficie levigata e illusoria di un lago ghiacciato. Marta si muove verso il centro, dove la crosta è più sottile e il pericolo non si percepisce e a volte sprofondare è inevitabile. Ma lei non si rassegna, risale ostinata tra le onde dei sogni e delle sostanze, della storia familiare e della passione fatale per un uomo molto più grande di lei. Grande Era Onirica è un romanzo poco educato, coraggiosamente sincero e commovente, sostenuto da una scrittura virtuosa, lucida e sognante

Marta Zura-Puntaroni è nata a San Severino Marche e vive a Siena, dove ha studiato letteratura ispanoamericana. Lavora come social media manager nel campo della moda e cura il blog Diario di una Snob. Grande Era Onirica è il suo romanzo d’esordio.

Giordano Meacci (Roma, 1971) ha pubblicato per Rizzoli Fuori i secondi e per minimum fax il reportageImprovviso il Novecento. Pasolini professore (2015) e la raccolta Tutto quello che posso (2005). Un suo racconto è incluso nell’antologia La qualità dell’aria, ripubblicata nel 2015. Il suo primo romanzo, Il Cinghiale che uccise Liberty Valance (minimum fax 2016), è finalista al Premio Strega. Con Claudio Caligari e Francesca Serafini ha scritto Non essere cattivo (2015) di Claudio Caligari.

Carola Susani è nata a Marostica (Vicenza) nel 1965. Nel 1995 è uscito il suo primo romanzo, Il libro di Teresa(Giunti), nel 1998 La terra dei dinosauri (Feltrinelli). Con Feltrinelli ha inoltre pubblicato i romanzi per ragazzi Il licantropo (2002) e Cola Pesce (2004). Nel 2005 per Gaffi è uscito Rospo, raccolta di due radiodrammi. Ha collaborato alla rivista di Palermo Perap e a Linea d’ombra, e fa parte della redazione di Nuovi Argomenti. Nel 2006 minimum fax ha pubblicato la sua raccolta di racconti Pecore vive, selezione al Premio Strega 2007. Un suo racconto è incluso nell'antologia al femminile di minimum fax Tu sei lei. Per Laterza è uscito nel 2008, nella collana Contromano, L’Infanzia è un terremoto, e per Feltrinelli, nel 2009, Mamma o non mamma, scritto insieme a Elena Stancanelli. 
Da anni partecipa come docente ai laboratori di lettura e scrittura che organizza minimum fax.  

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GIOVEDI 9 MARZO ore 19.30

ALESSIO TRABACCHINI 
e EMILIANO MORREALE 
presentano

I GRAPHIC NOVEL
DA LEGGERE A 20 ANNI

Edizioni dell'asino 

Nella storia più che centenaria del fumetto sono state molte le opere e gli autori che ne hanno arricchito il linguaggio, i temi e i personaggi, gli stili e i lettori. Gli ultimi decenni saranno certamente ricordati come un periodo di grande ricchezza, una vera e propria mutazione che ha dato risultati fondamentali per l’arte dei comics, producendo titoli memorabili di autori ormai celeberrimi. Il fumetto si è così affermato come una delle forme espressive più significative del nostro tempo, ed è questa una constatazione che solo di recente si è imposta all’interno della nostra cultura. Offriamo in questo volume una mappa della produzione più significativa, utile a scoprire e apprezzare i più importanti romanzi grafici pubblicati tra il 1980 e oggi attraverso centodue dense schede di diciassette autori diversi, ricche di analisi e suggestioni che aiutano a orientarsi nel vasto e affascinante panorama del fumetto contemporaneo. 

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MERCOLEDI 8 MARZO ore 19.30

GIUSEPPE CARRISI e MUSSIE ZERAI presentano

PADRE MOSÈ
Nel viaggio della disperazione
il suo numero di telefono è l'ultima speranza

Incontro con MUSSIE ZERAI "l'angelo dei profughi" candidato al Nobel per la Pace, per parlare di migrazione
Intervengono Igiaba Scego, giornalista e scrittrice di origine somala e Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia
 

Quello di Don Mussie Zerai, Padre Mosé, non è un numero di telefono qualunque. È l'appiglio estremo, l'ultima traccia di umanità alla quale aggrapparsi per i molti che affrontano il Viaggio. Dalle carrette del mare, dai container arroventati nel cuore del Sahara, dai lager libici, dalle carceri egiziane o dai campi profughi del Sudan, i migranti chiamano. E Don Zerai risponde. Sempre. Allerta la Marina militare perché soccorra i barconi, si mette in contatto con le famiglie per ritrovare le tracce perdute, conforta e raccoglie le invocazioni.
Migrante tra i migranti, ha compiuto il suo viaggio da Asmara a Roma nel 1992. E da quando, ragazzo diciassettenne, è arrivato solo nel nostro paese, non si è fermato più. Il suo legame con emarginati e immigrati è cominciato alla stazione Termini, dove in tanti cercavano soccorso e rifugio e dove Mussie ha trovato la sua strada, facendosi aiutare e aiutando gli altri.
In questi anni sofferti e turbolenti in cui l'Italia da porto di partenza si è fatta approdo, il suo nome è diventato sempre più noto. Soprannominato ''l'angelo dei profughi'', candidato al Nobel per la Pace nel 2015, definito ''pioniere'' dal Time, Mussie Zerai ormai non è più solo. Con la sua agenzia Habeshia ogni giorno si fa sentire: offre aiuto e denuncia, portando alla luce tragedie e drammi dimenticati, ma anche responsabilità, silenzi e omissioni. La sua voce, come la sua volontà, è sempre ferma: ''È una sfida da accettare senza esitazioni, perché è in gioco il modo stesso dello 'stare insieme' che si è data la democrazia. Se non si accetta questa sfida, si rischia di imboccare una strada in ripida discesa, alla fine della quale c'è il buco nero della negazione dei diritti fondamentali dell'uomo. Perché oggi tocca ai profughi e ai migranti. E domani?''.

Don Mussie Zerai Nato ad Asmara, in Eritrea, è arrivato in Italia nel 1992 a soli 17 anni. Dopo gli studi in Filosofia e Teologia presso l’Università Pontificia Urbaniana, nel 2010 è stato ordinato sacerdote. Dal 2011 è Responsabile della Comunità cattolica di Eritrei ed Etiopi in Svizzera e dal 2014 Coordinatore europeo dei cappellani e della comunità cattolica eritrea. Impegnato da sempre sul fronte dei diritti umani, è fondatore e presidente di Habeshia per la Cooperazione allo Sviluppo (A.H.C.S), agenzia istituita a Roma nel 2006 per operare a fianco degli immigrati attraverso l’assistenza nelle emergenze, la tutela legale, l’azione educativa. È stato candidato al Nobel per la Pace nel 2015 ed è stato insignito di numerosi riconoscimenti in Portogallo, Germania, Belgio e Italia. Tra questi, nel 2016, il XXXII Premio Archivio Disarmo – Colombe d’oro per la pace assegnato ogni anno ai giornalisti e alle personalità internazionali che si sono più distinti nel promuovere i temi della pace e della cooperazione internazionale.

Giuseppe Carrisigiornalista Rai, scrittore e documentarista, da anni si occupa dei problemi dei paesi in via di sviluppo, in particolare dell’Africa, e ha realizzato numerosi reportage da zone di guerra (Palestina, Sierra Leone, Uganda, Repubblica Democratica del Congo). Ha pubblicato il volume Kalami va alla guerra, dedicato alla tragedia dei bambini costretti a combattere, e sullo stesso argomento ha realizzato il film-documentario Kidogò, un bambino soldato, presentato al Giffoni Film Festival. Ha scritto e diretto il documentario Voci dal buio e la docufiction Zarema e le altre. È stato coautore e interprete dello spettacolo teatrale Abusi d’Africa. Ha inoltre pubblicato Tutto quello che dovresti sapere sull’Africa e che nessuno ti ha mai raccontato (Newton Compton, 2009, vincitore del Premio Fregene per la saggistica), Gioventù camorrista (2010) e La fabbrica delle prostitute (2011).

Igiaba Scego è nata a Roma nel 1974. Collabora con «Internazionale», «Lo straniero», «la Repubblica». Tra i suoi libri: Pecore nere, scritto insieme a Gabriella Kuruvilla, Laila Wadia e Ingy Mubiayi (Laterza 2005); Oltre Babilonia (Donzelli 2008); La mia casa è dove sono (Rizzoli 2010, Premio Mondello 2011), Roma negata (con Rino Bianchi, Ediesse 2014), Adua (Giunti 2016). Esperta di transculturalità, adora gli elefanti, i gatti, il parmigiano, la cedrata e Caetano Veloso.

Riccardo Noury è il portavoce di Amnesty International Italia, organizzazione non governativa per i diritti umani di cui fa parte dal 1980. Ha curato Non sopportiamo la tortura (Rizzoli Libri Illustrati, 2001), Poesie da Guantánamo (Edizioni Gruppo Abele, 2007) ed è stato coautore di Un errore capitale (Edizioni Cultura della Pace, 1999). Blogger per Il Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano e Articolo 21. Con Infinito edizioni ha pubblicato (con Luca Leone) Srebrenica - La giustizia negata (2015).

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VENERDI 3 MARZO ore 19.30

ANDREA CISI presenta

LA PIENA

Intervengono

Mastro-Musicante: Lorenzo Colace 
Lettore-Attore: Michele Lanzi
Modera: Paolo Vanacore

Con La piena Andrea Cisi ci racconta una storia di toccante quotidianità, alla ricerca di senso e di identità in un luogo e un tempo che sembrano negarli a ogni passo, rappresentando vividamente un microcosmo che ci appare familiare eppure incredibilmente ricco, eccentrico e imprevedibile.

Andrea Cisi (Cremona, 1972) ha pubblicato, oltre a racconti contenuti in varie antologie, i romanzi Così come viene (Transeuropa, 2000), Aye. Are You Experienced? (Bevivino/Convegno, 2003), e Cronache dalla Ditta (Mondadori, 2008) e Meterra. Il destino in una biglia (Mondadori, 2011).

 

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GIOVEDI 23 FEBBRAIO ore 20.00

MANUELA SANTONI 
presenta la biografia a fumetti

JANE AUSTEN 
(Fumetto - Ed. Becco Giallo)

Interviene Emiliano Tanzillo

Jane Austen, a soli 42 anni, ormai prossima alla morte, ripercorre i momenti salienti della sua giovinezza tramite una lunga lettera alla sorella Cassandra. Racconta della sua famiglia, dei primi anni a Steventon, dell'amore per la scrittura e per Lefroy, l'unico uomo che Jane abbia mai amato, ma che le è stato impossibile sposare.
Sono i ricordi di una bambina cresciuta intrisa di cultura, un talento precoce, una ragazzina ribelle, poco incline alle maniere consoni alle dame dell'epoca. Il suo rapporto con la scrittura e i libri è il fuoco che arde dentro la giovane Jane, il motore della sua vita. Legge tutti i romanzi che trova in casa, partecipa ai balli a cui viene invitata solo per carpire il segreto dei rapporti umani e per metterli nero su bianco sulle pagine dei suoi romanzi. Almeno fino all'arrivo di Lefroy, il nipote di alcuni vicini di casa, di cui Jane si invaghisce. I due si amano, si cercano, ma il loro amore è contrastato dalla famiglia di lui, che reputa gli Austen di rango troppo inferiore per un matrimonio.
I due giovani iniziano a incontrarsi di nascosto e progettano di fuggire insieme, ma quando si tratterà di concretizzare la fuga, Jane si blocca. Sa che se andrà con lui dovrà rinunciare a diventare una scrittrice. Così, lo lascerà andare, ma Lefroy sarà sempre presente in tutti i protagonisti maschili dei suoi romanzi.


Manuela Santoni, nata nel 1988, è un'illustratrice e fumettista della provincia di Roma. Ha studiato fumetto alla Scuola Comics di Roma. Nel 2013 è stata selezionata per il Master annuale di Illustrazione ARS IN FABULA a Macerata. L'anno seguente arriva finalista al Premio Battello a Vapore. Appassionata di graphic novel e di fumetto francese, lavora come freelance realizzando libri per bambini e pubblica su Verticomics il suo fumetto a puntate Nowhere Fast. Ha lavorato per DeAgostini in Girl R-evolution, (di Alberto Pellai, 2016), Il Castoro editore in Storie proprio buffe (di Paul Jennings, 2016).  La piena Andrea Cisi ci racconta una storia di toccante quotidianità, alla ricerca di senso e di identità in un luogo e un tempo che sembrano negarli a ogni passo, rappresentando vividamente un microcosmo che ci appare familiare eppure incredibilmente ricco, eccentrico e imprevedibile.

Emiliano Tanzillo. Formatosi presso la Scuola Romana dei Fumetti, vince diversi concorsi tra cui “Il Re dei Rifiuti” promosso dalla Regione Lazio e il contest “Mono 6 – I classici della letteratura” per la Tunué. È disegnatore Buena Vista per la promozione del film “Come d’Incanto”. Colorista per “La Prison: Destins” di Giroud, Richaud e Sicomoro, pubblicato in Francia dalla casa editrice Glénat. Illustratore per i libri “Quando si aprirono le porte”, “Alya e Dirar” e “Onde” per La Spiga Edizioni. Per la Newton Compton illustra il libro “101 luoghi insoliti in Italia dove andare almeno una volta nella vita”. Realizza i character design per le animazioni del film “Bar Sport”. Realizza vignette per il web magazine “Golem”. Disegna la copertina del libro “Il Cinema di Cartone (Animato) di Roberto Ormanni (Infinito Edizioni). Per Sergio Bonelli Editore realizza i colori di “Prigioniero” (Dylan Dog Color Fest n.13) e i disegni “Abissinia!” (Le Storie n.37).

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GIOVEDI 26 GENNAIO ore 19.30

ANDREA APPETITO presenta

TOMÀS (Effigie Edizioni)

Modera Mariano Sabatini. Interviene Massimo Bucchi

In una città sul mare il sogno di un autocrate ambizioso e senza scrupoli sta per realizzarsi. L’apparizione di una nave misteriosa segna l’inizio di un’ondata di violenza che scuote la città fino alla sua distruzione. Sette personaggi ne raccontano gli ultimi eventi con punti di vista diversi. Ciò che li accomuna è il loro rapporto con Tomàs, un ragazzo scomparso all’improvviso proprio dopo l’apparizione della nave. Tomàs è il tassello mancante di una trama che vede coinvolti il passato dell’autocrate e l’organizzazione dei suoi oppositori. Sullo sfondo, una storia d’amore perduto dai risvolti inquietanti…

Andrea Appetito (Roma, 1971) insegna filosofia e storia in un liceo della provincia di Roma. Ha pubblicato Cluster Bomb (Altrastampa edizioni, 2002) e partecipato a un’antologia di racconti sulla città di Roma intitolata Allupa allupa (DeriveApprodi, 2006). Ha scritto L’eredità, un testo teatrale tradotto in portoghese e messo in scena a Rio de Janeiro (2006). Ha realizzato, insieme a Christian Carmosino, alcuni cortometraggi e il film-documentario L’ora d’amore, in concorso al III Festival Internazionale del Film di Roma (2008). Con Gianluca Solla ha scritto Senza nome, un breve saggio tradotto in spagnolo e pubblicato nel libro collettivo El impasse de lo político (Bellaterra, 2011). È autore, insieme a Cosimo Calamini e Christian Carmosino, della sceneggiatura Emma e Maria finalista del Premio Solinas (2014). È presente nell’antologia Sorridi: siamo a Roma (Ponte Sisto, 2016).